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M.I.P.P
Movimento
italiano pittori paesaggisti
Il paesaggio è il punto
di vista dell'uomo di fronte alla natura nella sua interezza; ma l'uomo
penetra nella natura, ne percepisce le anfrattuosità, i dettagli, gli
oggetti, vi si confonde e spesso quasi unifica, ne insegue le forme; la
natura ingaggia con l'uomo un confronto, che può anche essere proposto
in termini ironici, quasi di gigantesca serra ad uso dell'uomo
industriale e artificiale. Questa capacità di penetrazione,
evidentissima nel M. I. P. P. (Movimento italiano pittori paesaggisti),
è un'acquisizione rilevante dell'ottica contemporanea, ed avviene sempre
secondo una chiave immaginativa, o di sensorialità fisica.
Ma la penetrazione non si risolve
soltanto in un rapporto, magari in un'assimilazione, ma sempre alla
pari: si converte anche nella scoperta di una sorta di paesaggio
nascosto, interno, nella sua microfisiologia, all'integrità naturale
tradizionale, soltanto più o meno ravvicinata, nell'ottica del
paesaggio. E quest'esplorazione profonda, oltrecutanea, si fissa
anzitutto nel movimento cellulare, germinativo, della natura: nel suo
articolarsi, associarsi, dipanarsi, che l'immaginazione dell'artista
esalta a dimensione macroscopica.
L'ottica contemporanea è in grado di
offrire una ampissima gamma di soluzioni del tema paesaggio,
dall'approccio neonaturalistico novecentesco, la cui poesia si strumenta
in modi tradizionali, alla evocazione sintetica della memoria;
dall'esaltazione espressionista d'una rapita partecipazione al lirismo
dell'evocatività analogica; e ancora dalla trasposizione del tutto
fantastica e fascinatoria alla presenza, quasi informale, d'una
concretezza fisica e materiale del paesaggio stesso, o infine ad una
ricostruzione figurativa in chiave tanto direttamente visiva quanto
onirica, nelle più recenti ricerche di nuova figurazione.
Tutto questo si chiama Pienezza e
Felicità. È il messaggio che i validissimi artisti che si riconoscono
nel Movimento italiano pittori paesaggisti lascia alle generazioni
presenti e future: quello di un'Arte come distillato di bellezza che
raccoglie i miracoli del visibile e li conserva in una teca sontuosa e
rarefatta che attizzerà per sempre i sensi di chi la ammira; un'Arte
come effluvio di capelli, di frasche, di tramonti, di forme, di tinte,
di luci, di tutto ciò che il mondo miracolasamente offre a noi che lo
accarezziamo con lo sguardo.
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Plaudo
senza remore alla costruttiva
idea di unire esperienze e far
meglio conoscere il lavoro di
artisti che si dedicano al paesaggio contemporaneo, mantenendo nelle loro
opere la singola libertà e stile d'espressione, ma
nel contempo rendendosi disponibili ad un percorso di collaborazione reciproca
e confronto costruttivo.
Tutto
questo non può che giovare alla migliore conoscenza di un genere pittorico
che continua ad avere, giustamente, moltissimi
estimatori.
Quanti considerano con sufficienza il paesaggio come espressione artistica,
giudicandola tout court non innovativa e perciò culturalmente meno valida,
secondo il mio punto di vista
sbagliano nella loro analisi sommaria, alla
stregua di coloro che non prendono neppure in considerazione le altre forme di
espressione contemporanee.
Posso
dire di aver visto dipinti mediocri e pure “brutti” di paesaggio di ogni
epoca dal ‘700 , secolo in cui questi tipo di soggetto si sviluppò
particolarmente in Italia, ai giorni nostri.
Allo
stesso modo ho ammirato parecchi capolavori e tanti quadri di buon livello.
A far da sfondo al volto enigmatico della Gioconda di Leonardo Da Vinci
c’è uno splendido paesaggio, così in altri splendidi quadri del
Rinascimento.
La
mia unica "condizione" rimane tuttavia che l’artista continui
comunque ad utilizzare il vecchio
e da qualcuno snobbato pennello. In breve "pittura" nel senso
etimologico del termine. Le altre molteplici forme di espressione definite o
definibili artistiche non è questa la sede per giudicarle.
Consentimi
infine una considerazione certo spicciola ma molto pratica, dal
momento che deriva dall’esperienza diretta personale: non mi è mai capitato
di frequentare la casa di una persona senza vedere alle pareti almeno un
dipinto di paesaggio. Che il padrone di casa fosse un libero professionista,
un imprenditore o un manager, categorie ovviamente con buone disponibilità
finanziarie o un semplice lavoratore con reddito fisso ben più limitato; uno
o più quadri del genere, spaziando dalle marine alle montagne o per uno
scorcio della zona di residenza li ho sempre notati.
Questo
pure nei casi di abitazioni con pareti dedicate ad opere astratte, cinetiche,
informali ecc. “Pura decorazione” sentenziano i cultori delle sole
espressioni informali e spesso un po’ angoscianti. Ma anche se fosse
assoluta questa analisi non privateci per cortesia del piacere di ammirare in
casa propria un rilassante e bel paesaggio, fin che la Terra sarà in grado di
offrircene!
Adriano
Salvi
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Nell’Ottocento la Pittura di Paesaggio ricopriva una
parte molto ampia del lavoro e della ricerca artistica e grandi artisti vi
profondevano tutte le loro competenze, la rappresentazione poetica della realtà
era quindi il tema principe dell’Arte, in particolare si annoverano
meravigliosi rappresentanti italiani come: Segantini, Pellizza, Lojacono, Ciardi,
Fontanesi etc. nomi citati qui solo ad esempio; ma nel Novecento la posizione
del genere Paesaggio si arretra poiché l’avvento dell’Arte moderna
abbandona il realismo, gli effetti di questa scelta misero in dubbio la
vitalità e la capacità di poter esprimere ancora una sua evoluzione,
nonostante importanti esperienze toscane come quelle dei Post-macchiaioli, e
quando giunse la svolta impressa dai “Futuristi” le incertezze sul futuro
divennero concrete.
Oggi la pittura di Paesaggio, dopo una lunga stasi pare
germogliare, ed andrebbe rivalutata attraverso nuove mostre ed esposizioni,
poiché i pochi e coraggiosi pittori odierni che sondano questo tema, si
spendono nell’intento di una personale re-interpretazione stilistica,
ammaliati dal fascino che questa Pittura cela, si distinguono dagli artisti meno
tenaci che hanno tagliato i ponti con il passato, inoltre il genere di Paesaggio
veicola oggi un valore di respiro ecologista, esso è, infatti, la metafora di
un desiderio innato, quello di voler preservare l’ambiente che garantisce un
futuro a questa umanità distratta.
Le Pagine di questo nuovo sito internet sono nate e si
moltiplicheranno per dar vita ad un’idea degli artisti Antonino Cammarata e Lino
Barbalinardo, loro, infatti, intendono avviare un movimento artistico spontaneo
composto da pittori paesaggisti italiani (MIPP) che condividano l’obiettivo
comune di far conoscere e difendere la Pittura del Paesaggio italiano, pur
lasciando ad ogni artista l’imprescindibile libertà di ricerca e stile.
A. Coria
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Antonino Cammarata
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