M.I.P.P.
Movimento italiano pittori paesaggisti
Andrea Diprè
Critico d'arte
Plaudo
senza remore alla costruttiva
idea di unire esperienze e far
meglio conoscere il lavoro di
artisti che si dedicano al paesaggio contemporaneo, mantenendo nelle loro
opere la singola libertà e stile d'espressione, ma
nel contempo rendendosi disponibili ad un percorso di collaborazione reciproca
e confronto costruttivo.
Tutto
questo non può che giovare alla migliore conoscenza di un genere pittorico
che continua ad avere, giustamente, moltissimi
estimatori.
Quanti considerano con sufficienza il paesaggio come espressione artistica,
giudicandola tout court non innovativa e perciò culturalmente meno valida,
secondo il mio punto di vista
sbagliano nella loro analisi sommaria, alla
stregua di coloro che non prendono neppure in considerazione le altre forme di
espressione contemporanee.
Posso
dire di aver visto dipinti mediocri e pure “brutti” di paesaggio di ogni
epoca dal ‘700 , secolo in cui questi tipo di soggetto si sviluppò
particolarmente in Italia, ai giorni nostri.
Allo
stesso modo ho ammirato parecchi capolavori e tanti quadri di buon livello.
A far da sfondo al volto enigmatico della Gioconda di Leonardo Da Vinci
c’è uno splendido paesaggio, così in altri splendidi quadri del
Rinascimento.
La
mia unica "condizione" rimane tuttavia che l’artista continui
comunque ad utilizzare il vecchio
e da qualcuno snobbato pennello. In breve "pittura" nel senso
etimologico del termine. Le altre molteplici forme di espressione definite o
definibili artistiche non è questa la sede per giudicarle.
Consentimi
infine una considerazione certo spicciola ma molto pratica, dal
momento che deriva dall’esperienza diretta personale: non mi è mai capitato
di frequentare la casa di una persona senza vedere alle pareti almeno un
dipinto di paesaggio. Che il padrone di casa fosse un libero professionista,
un imprenditore o un manager, categorie ovviamente con buone disponibilità
finanziarie o un semplice lavoratore con reddito fisso ben più limitato; uno
o più quadri del genere, spaziando dalle marine alle montagne o per uno
scorcio della zona di residenza li ho sempre notati.
Questo
pure nei casi di abitazioni con pareti dedicate ad opere astratte, cinetiche,
informali ecc. “Pura decorazione” sentenziano i cultori delle sole
espressioni informali e spesso un po’ angoscianti. Ma anche se fosse
assoluta questa analisi non privateci per cortesia del piacere di ammirare in
casa propria un rilassante e bel paesaggio, fin che la Terra sarà in grado di
offrircene!
Adriano
Salvi
Giornalista
ed appassionato d’Arte
Nell’Ottocento la Pittura di Paesaggio ricopriva una parte molto ampia del lavoro e della ricerca artistica e grandi artisti vi profondevano tutte le loro competenze, la rappresentazione poetica della realtà era quindi il tema principe dell’Arte, in particolare si annoverano meravigliosi rappresentanti italiani come: Segantini, Pellizza, Lojacono, Ciardi, Fontanesi etc. nomi citati qui solo ad esempio; ma nel Novecento la posizione del genere Paesaggio si arretra poiché l’avvento dell’Arte moderna abbandona il realismo, gli effetti di questa scelta misero in dubbio la vitalità e la capacità di poter esprimere ancora una sua evoluzione, nonostante importanti esperienze toscane come quelle dei Post-macchiaioli, e quando giunse la svolta impressa dai “Futuristi” le incertezze sul futuro divennero concrete.
Oggi la pittura di Paesaggio, dopo una lunga stasi pare germogliare, ed andrebbe rivalutata attraverso nuove mostre ed esposizioni, poiché i pochi e coraggiosi pittori odierni che sondano questo tema, si spendono nell’intento di una personale re-interpretazione stilistica, ammaliati dal fascino che questa Pittura cela, si distinguono dagli artisti meno tenaci che hanno tagliato i ponti con il passato, inoltre il genere di Paesaggio veicola oggi un valore di respiro ecologista, esso è, infatti, la metafora di un desiderio innato, quello di voler preservare l’ambiente che garantisce un futuro a questa umanità distratta.
Le Pagine di questo nuovo sito internet sono nate e si moltiplicheranno per dar vita ad un’idea degli artisti Antonino Cammarata e Lino Barbalinardo, loro, infatti, intendono avviare un movimento artistico spontaneo composto da pittori paesaggisti italiani (MIPP) che condividano l’obiettivo comune di far conoscere e difendere la Pittura del Paesaggio italiano, pur lasciando ad ogni artista l’imprescindibile libertà di ricerca e stile.
A. Coria
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